ABITO

Scritto il 21/03/2025
da PGVE


I tre momenti del Giubileo e le parole chiave

Pellegrinaggio e Professione di Fede

L'ABITO

Orizzonte tematico

Abito: è quello che usiamo per definirci. È la scelta accurata di una “maschera”, che costringe gli altri a guardarci attraverso questo filtro, è il modo per nascondersi o per uscire allo scoperto. Come nel caso di Giovanni, che si copriva di pelli di cammello, o com’è la conchiglia per il pellegrino. Sempre di più oggi l’outfit esprime quello che sei, manifesta la tua unicità e dice che il corpo non è qualcosa di aggiunto alla personalità, al contrario quello che siamo è definito dal modo in cui scegliamo di mostrarci agli altri. L’abito è il modo di comunicare con il mondo come siamo e rivela come spesso le maschere o il semplice voler apparire indebolisca la propria identità. È perciò necessario spogliare questa dimensione da tutti gli artifici che non danno ragione della propria identità, mantenendo però quelli che diventano vie d’accesso per la propria interiorità. Allo stesso tempo per il pellegrino l’equipaggiamento è l’esercizio per raggiungere l’essenziale. L’essenziale indica il ricercare nella vita non ciò che devo mettermi addosso, ma ciò di cui devo rivestire la mia esistenza; la ricerca dell’abito giusto implica il definire dove abito, il sentirmi a casa anche per strada. Durante il pellegrinaggio devo riuscire a ritrovarmi nel mio essere pur trovandomi lontano da casa.


Testo estratto dal Sussidio Nazionale di Pastorale Giovanile.

Trovate il materiale completo nel file pdf allegato a questo articolo.


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